Cooperazione transfrontaliera: strategie integrate in modo ancora di orme su entrambi i lati del confine franco-italiano

Sebbene i confini europei siano attraversati ogni giorno da intensi flussi umani, economici e ambientali, l’integrazione della dimensione transfrontaliera nei documenti di pianificazione territoriale rimane variegata. Nell’ambito del progetto Marittim’Traité, due analisi recenti condotte dalla Mission Opérationnelle Transfrontalière, dedicate alle strategie regionali francesi e italiane, delineano un panorama preciso: sebbene la cooperazione transfrontaliera venga presa in considerazione, spesso rimane implicita, settoriale o confinata ai progetti europei nei piani di sviluppo regionale.

Dai documenti strutturali francesi, risulta un’attenzione parziale al confine

Dal lato francese, gli SRADDET (documenti strategici di pianificazione Regionale, Sviluppo Sostenibile e di Uguaglianza Territoriale) appaiono come degli strumenti strutturali, offrendo un contesto favorevole per l’inserimento delle questioni transfrontaliere.

La Regione Provence-Alpes-Côte d’Azur e la Collettività della Corsica illustrano questa dinamica: i loro documenti di pianificazione riconoscono esplicitamente il ruolo strategico del confine – terra, mare o alpino – nella pianificazione dell’assetto del territorio, nella mobilità, nell’ambiente e nello sviluppo economico.

Lo SRADDET della Regione Provence-Alpes-Côte d’Azur evidenzia così la cooperazione con i territori italiani confinanti, principalmente attraverso la funzione di corridoio europeo tra Italia e Spagna, o l’importanza delle continuità ecologiche transfrontaliere, in particolare in relazione con Liguria e Piemonte. Tuttavia, questa dimensione meriterebbe di essere integrata in modo più approfondito nel documento in diversi ambiti, inclusa la natura strategica dei collegamenti transfrontalieri, in particolare le strade, che sono spesso minacciate dagli effetti del cambiamento climatico.

In Corsica, il PADDuC (Programma di pianificazione e sviluppo sostenibile della Corsica) promuove la continuità territoriale europea con la Sardegna, il commercio marittimo e le opportunità offerte dal programma Francia-Italia-Marittime per rafforzare il ruolo dell’isola nell’area mediterranea.

Ampliando la visione ad altri confini, il benchmark dei SRADDET transfrontalieri francesi mette in evidenza alcune buone pratiche: diagnosi transfrontaliera fin dalla fase di panorama, mobilitazione del transfrontaliero attraverso obiettivi dedicati, consultazione degli attori transfrontalieri durante la definizione dei piani e articolazione con i programmi Interreg esistenti.

Alcune regioni francesi, come il Grand Est, vanno oltre facendo del transfrontaliero un segno di identità e un asse portante della loro strategia regionale.

In Italia, un approccio più settoriale e spesso implicito

Dal lato italiano, l’analisi mette in evidenza un panorama istituzionale più frammentato. A differenza del modello francese, non esiste un documento trasversale equivalente al SRADDET: la pianificazione si basa principalmente su un accostamento di piani settoriali (mobilità, energia, ambiente, paesaggio) e strategie tematiche.

Sebbene la cooperazione transfrontaliera sia effettivamente presente, in particolare attraverso i programmi Interreg, i Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale (GECT) o le strategie macroregionali dell’Unione Europea, raramente appare come obiettivo strutturale dei documenti regionali.

In molti casi, le questioni transfrontaliere vengono menzionate indirettamente, sotto forma di riferimenti a corridoi europei, finanziamenti europei o progetti pilota, senza una visione complessiva chiaramente espressa.

Le regioni Liguria, Toscana e Sardegna, studiate nella mappatura comparativa, illustrano questa tendenza. I documenti sulla mobilità o sull’energia talvolta riconoscono la necessità di cooperazione internazionale, ma senza una precisa declinazione strategica con i territori confinanti.

Eccezione notevole tra i territori di confine italiani, la Valle di Aosta si distingue per un’integrazione più esplicita del confine transfrontaliero, in connessione con Francia e Svizzera, rendendo il confine un’opportunità per lo sviluppo territoriale, ambientale ed economico.

Una dimensione transfrontaliera riconosciuta, ma comunque disomogenea

Le due analisi convergono su un’osservazione condivisa: la dimensione transfrontaliera esiste, ma rimane diversamente integrata e spesso secondaria rispetto alle priorità nazionali o settoriali.

I documenti francesi si distinguono per la loro natura trasversale e normativa, facilitando potenzialmente la considerazione delle interdipendenze territoriali oltre i confini. Al contrario, i documenti italiani affrontano più frequentemente questioni transfrontaliere dal punto di vista operativo, attraverso progetti o cooperazione ad hoc.

Tuttavia, le sfide sono ampiamente condivise: adattamento al cambiamento climatico, gestione delle aree costiere e alpine, continuità ecologica, isolamento dei territori insulari, mobilità sostenibile e interconnessioni energetiche. Tutte queste sono questioni che richiedono risposte coordinate a livello transfrontaliero.

Verso un cambiamento nella scala della cooperazione?

Oltre alla diagnosi, il lavoro evidenzia un’opportunità strategica: sviluppare la cooperazione transfrontaliera da uno strumento principalmente finanziario e basato su progetti a una reale ambizione di sviluppo condiviso.

La sfida è dare al transfrontaliero un ruolo pienamente stabilito nelle strategie regionali e nei documenti di pianificazione, su entrambi i lati del confine.

Questa è l’ambizione che il progetto Marittim’Traité desidera promuovere. Il lavoro analitico svolto dalla Mission Opérationnelle Transfrontalière nell’ambito di questo progetto è attualmente in corso e porterà presto alla stesura di una guida metodologica per l’integrazione delle continuità interregionali e transfrontaliere nella pianificazione regionale, in francese e italiano.

Cooperazione transfrontaliera: strategie integrate in modo ancora di orme su entrambi i lati del confine franco-italiano

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