JRC – Toscana : New Action Plan with Tour4EU

Conoscere per decidere: accordo tra Regione Toscana e Joint Research Centre della Commissione Ue

(27 febbraio 2019 | 15:27)

FIRENZE – “Sono più che mai convinto della necessità di rafforzare la formazione e la ricerca e sono anche certo che il rapporto tra la scienza e la politica sia cruciale per il futuro di tutta l’Europa e della Toscana. Perchè la politica ed i processi decisionali, pur nella dialettica delle opinioni, non possono fare a meno di dati tecnici, di ricerche, di analisi, di evidenze scientifiche”. A dirlo il presidente della Toscana Enrico Rossi in occasione della presentazione alla Presentato questa mattina alla Conferenza dei rettori del “Memorandum of Understanding” (MoU), accordo di collaborazione scientifica tra la Regione Toscana e il Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea. L’Accordo, di durata quinquennale, prevede uno scambio reciproco di informazioni, prassi tecniche, metodologie e processi basati sulla evidenza scientifica tra le due istituzioni ed è finalizzato al rafforzare la collaborazione tra scienza e politica, tra ricerca e processi decisionali.

“Il sistema universitario toscano è di alto livello, così come la nostra ricerca – ha aggiunto Rossi – lo dimostra ogni giorno anche l’apprezzamento delle multinazionali che hanno scelto di investire in Toscana e che qui trovano le professionalità necessarie al loro sviluppo. Ma credo che per crescere ulteriormente la ricerca abbia bisogno di una dimensione europea. E’ una sfida comune ed importante, perchè è sulla ricerca e sull’innovazione che si gioca il futuro dell’Europa”.

“Per il JRC lavorano circa 3000 persone, l’83% dei quali dottori di ricerca – ha spiegato la direttrice del JRC Maria Betti – abbiamo oltre 1400 pubblicazioni all’anno  e 10 Direttorati, di cui 6 scientifici e due nati recentemente e pensati per gestire la conoscenza e mettere la scienza al servizio dei procedimenti decisionali. Lavoriamo per creare sinergie tra scienziati e politici dei paesi membri, oltre che partenariati per dottorati di ricerca, condivisione di dati, piattaforme e pubblicazioni”.

Soddisfazione anche da parte della vice presidente e assessore regionale alla cultura, università e ricerca Monica Barni. “Questo accordo ci inorgoglisce – ha detto – e creerà il contesto per poter sviluppare la collaborazione tra la Regione Toscana ed il JRC per il supporto scientifico ai processi decisionali e rafforzare ulteriormente la cooperazione tra le stesse Università sui temi della ricerca e dell’innovazione “.

Grazie al Memorandum la Regione potrà avvalersi della collaborazione con il JRC in tutti quegli ambiti di ricerca relativi al supporto scientifico al processo decisionale, come ad esempio: le Piattaforme digitali e gli open data; la Consulenza scientifica in settori strategici quali i Beni Culturali; gli Ecosistemi di innovazione e la Smart Governance; la Valorizzazione dell’alta formazione e della ricerca verso l’internazionalizzazione e i bisogni dell’Industria; la Protezione dei dati; l’Economia circolare; l’Agricoltura e la PAC.

L’Accordo, sarà attuato attraverso una serie di ‘action plan’ che individuano azioni specifiche da realizzare di anno in anno. Per il 2019, le due istituzioni sottoscriveranno un programma preliminare di attività nel contesto della visita della delegazione toscana prevista al sito JRC di Ispra (Va) il 28 febbraio, focalizzando l’attenzione sulle seguenti aree di lavoro: a) Piattaforme digitali e open government data; b) Consulenza scientifica nel settore dei Beni Culturali; c) Ecosistemi di innovazione in Agricoltura.

Il MoU ha l’obiettivo di promuovere la cooperazione scientifica tra le direzioni del JRC e le Università / Istituzioni di ricerca situati sull’intero territorio regionale. Le aree tematiche di primario interesse vanno dal trasferimento tecnologico e industria 4.0, alla bioeconomia, alimentazione, nutrizione e salute, all’ambiente, clima, energia e economia circolare, fino alle tematiche relative all’intelligenza artificiale e alla robotica.

Tale accordo è anche l’occasione per mettere in luce i più recenti asset della Regione Toscana in materia di coordinamento delle politiche di ricerca e innovazione, quali la costituzione dell’Associazione di diritto belga degli Atenei toscani Tour4EU (che raggruppa la Regione e tutte le Università toscane) e l’osservatorio per la Ricerca “Toscana Open Research.

Su questo, è anche incentrata la visita a Bruxelles del 4-5 marzo delle Università Toscane e della Vice Presidente della regione Toscana Monica Barni che, in rappresentanza di TOUR4EU, incontreranno il DG della Direzione Ricerca della Commissione europea, Jean-Eric Paquet, il Gabinetto del Commissario alla Ricerca, Carlos Moedas e diversi eurodeputati della Commissione Industria e Ricerca del Parlamento europeo.

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Rossi e Barni presentano Tour4EU

RT_TV01 - rossi-barni.jpgFIRENZE – L’obiettivo è promuovere gli interessi del sistema della ricerca toscana in Europa e aumentare i fondi europei in arrivo al sistema universitario. Con questo fine nasce Tour4Eu, associazione senza fini di lucro di diritto belga, costituita e presentata oggi a Bruxelles dal presidente della Toscana Enrico Rossi e dalla vice Monica Barni e che ha trovato casa presso la sede a Round de Schumann. Assieme alla Regione ne fanno parte tutte e sette le università toscane, ovvero Firenze, Pisa e Siena, l’Università per stranieri, l’IMT Alti Studi di Lucca, la Scuola normale superiore e la Scuola superiore Sant’Anna.

A Bruxelles già sono presenti moltissime altre reti, enti, centri di ricerca, università singole e consorziate: un migliaio sono quelle registrate. La neonata associazione dovrà interagire con le istituzioni dell’Unione europea, per intercettare le migliori opportunità e finanziamenti ma anche iniziative di particolare interesse. Incoraggerà la collaborazione fra ricercatori ed altri partner europeo. Promuoverà sinergie, internazionalizzazione, cooperazione scientifica e progettazione europea e lavorerà per favorire l’interazione degli atenei con il mondo industriale toscano più avanzato e innovativo in modo da partecipare insieme alle opportunità offerte dai bandi europei.

I fondi comunitari a disposizione delle Regioni nei prossimi anni rischiano di arretrare. Quelli per la ricerca passeranno invece, dopo il 2020, dagli attuali 80 miliardi ai 100 del prossimo settennato, secondo la proposta della Commissione formalizzata lo scorso 2 maggio. La partita è dunque importante e il settore va presidiato. “L’associazione garantirà un monitoraggio attento dei bandi e rapporti costanti con i settori dell’Ue che si occupano di queste tematiche” spiega Rossi. “Questo rapporto più stretto con Bruxelles – aggiunge –  servirà anche a rafforzare una mentalità europea. L’Europa non è solo infatti un posto a cui ci si rivolge per avere i fondi, ma un modo di pensare”.

Tour4Eu sarà anche un punto di riferimento fondamentale per le politiche di mobilità e cooperazione transazionale a supporto dei programmi di ricerca delle università. Contribuirà infine a promuovere sinergie tra Regione, il mondo delle imprese e le Università, favorendo le strategia di ‘smart specialisation’ e il consolidamento dell’ecosistema regionale per l’innovazione e la cooperazione. “La ricerca toscana va piuttosto bene, oggi riusciamo già a ottenere circa l’8-10% dei finanziamenti che arrivano in Italia – commenta la vice presidente e assessore alla ricerca, Monica Barni – Si tratta di circa 30 milioni di euro l’anno. L’intenzione è quella di aumentare questa cifra. Di quanto? Difficile dare delle cifre. Il consorzio avrà un cda che dovrà fissare degli obiettivi raggiungibili, questa è la cosa più importante”.

La delegazione toscana stamani a Bruxelles ha approfittato dell’occasione anche per incontrare il vice presidente della Commissione Industria e Ricerca del Parlamento europeo, Patrizia Toia, il vice capo gabinetto del commissario alla ricerca Carlos Moedas, Giulia Del Brenna.

Nel corso di una tavola rotonda è stato inoltre presentato a Bruxelles “Toscana Open Research”, l’osservatorio e portale regionale per la ricerca e l’innovazione tenuto a battesimo a novembre e già diventato un esempio di buona pratica per il resto d’Italia. Di fatto è un piattaforma che mette a disposizione in formato aperto i dati sul sistema regionale della ricerca, utilizzabili a seconda delle necessità da parte di tutto il sistema economico e sociale: uno strumento utile per chi amministra e deve programmare, per chi è in cerca di idee, sinergie e collaborazioni.

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Presentazione Tour4EU

Nasce Tour4Eu per promuovere gli interessi del sistema della ricerca toscana e aumentare i fondi europei destinati al sistema universitario.

 

 

Presentazione Tour4EU
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Università toscane unite in Ue per il futuro della ricerca

Rettori a Bruxelles con vicepresidente Regione Barni

BRUXELLES – La Toscana e le sue sette università scendono in campo a Bruxelles per far sentire la loro voce sul futuro della ricerca europea e del programma Horizon Europe, che dal 2021 ne gestirà gran parte dei finanziamenti. Lunedì e martedì una delegazione guidata dalla vicepresidente della Regione con delega alla cultura, Monica Barni, ha presentato davanti a rappresentanti delle istituzioni comunitarie – come il direttore generale della DG Ricerca della Commissione Ue, Jean Eric Paquet, e alcuni europarlamentari – la posizione degli atenei toscani sul regolamento di Horizon Europe 2021-2027. Un documento tecnico contenente una serie di emendamenti al testo legislativo preparato da Tour4Eu, la neonata organizzazione delle università toscane che vuole fare da catalizzatore per i finanziamenti europei destinati alla ricerca, ma anche rafforzare la presenza degli atenei in Europa. Ne fanno parte le Università di Firenze, Pisa, Siena, Università per stranieri di Siena, Scuola Imt Alti Studi Lucca, Scuola Normale Superiore e Scuola Superiore Sant’Anna.

“Abbiamo presentato i risultati di una scelta politica forte della Regione Toscana, che ha voluto sempre di più creare una collaborazione fra gli atenei e i centri di ricerca toscani, con l’intento di porre al centro dello sviluppo sociale ed economico della nostra regione l’alta formazione e la ricerca”, spiega la vicepresidente Barni. “Ieri (lunedì, ndr), ad esempio, è stato un momento di discussione molto importante con il direttore generale Paquet – aggiunge – che ci ha presentato quelle che pensa saranno le novità del programma Horizon Europe e che potrebbero essere interessanti per le nostre università”.

Durante la missione a Bruxelles, i rettori delle università hanno “voluto dare importanza al fatto che anche nel prossimo programma Horizon le università e i centri di ricerca possano essere sempre al centro, con un giusto equilibrio fra la ricerca di base e quella applicativa. Senza dimenticare che senza ricerca di base anche l’innovazione ha poco senso”, spiegano congiuntamente.

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